Share

×

copertina-500

The Cold Summer of the Dead è il secondo disco di Junkfood per Trovarobato Parade e Blinde Proteus, prodotto e registrato in presa diretta da Tommaso Colliva (produttore di Calibro 35, Muse, Afterhours ed altri) alle Officine Meccaniche di Milano nel Novembre 2012 e mixato sempre dallo stesso Colliva

Rispetto al precedente Transience il clima è più austero: benché dal punto di vista esecutivo rappresenti un’evoluzione di alcuni concetti già presenti nel disco di debutto, stilisticamente si segnala immediatamente per la maggior compattezza della scrittura e dei sentimenti che da essa scaturiscono. In questo senso va la scelta del titolo, traduzione dall’ultimo verso della poesia “Novembre” di Giovanni Pascoli, eletta a cornice emotiva e concettuale dell’intero lavoro. Il riferimento letterario, oscuro e simbolista, funge da perfetto anello di congiunzione tra la singolare proposta dei junkfood ed il contingente periodo in cui l’album è stato registrato e mixato.

I giorni delle registrazioni (rispettivamente le feste di Halloween, Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti) e la registrazione in presa diretta non sono casuali:

l’intento della band è quello di restituire un affresco a tinte fosche di un viaggio interiore fatto di fughe, stati di alterazione, labirinti, deliri e rivelazioni inattese,realizzando un disco imponente dal punto di vista dello spettro sonoro e potersi permettere di replicarlo esattamente così anche dal vivo.

Il risultato è un album coinvolgente, viscerale e visionario che miscela la componente ambient con l’elettronica ed il rock, dando vita ad una sintesi musicale inedita, fortemente evocativa e personale.

La struttura del disco è ellittica: il lavoro si apre e si chiude nel rumore e nell’indeterminatezza, come a suggerire che anche gli estremi del nostro percorso di individui siano immersi in un eterno, ciclico ritorno. In mezzo si trovano gli affanni, le false speranze, la disperazione e la rabbia per la nostra impotenza di fronte a questa ineluttabile condizione, ma anche il tremore e l’incanto che ci avvolgono nei rari istanti in cui abbiamo la percezione di aver penetrato un qualche segreto di questo oscuro e spietato meccanismo.